[2005-10] Aliens: Original Sin

Cover di Stephen Youll

Cover di Stephen Youll

Grazie al reparto “usato” di Amazon sono riuscito a recuperare a prezzo da applauso un libro che invece, nuovo e in condizioni perfette, può vantare cifre vergognose su eBay. È vero, è un volumetto con parecchi segni e uno strappetto sulla quarta di copertina, ma parliamo di inezie.
Il libro in questione è il primo romanzo inedito mai apparso nell’universo alieno: Aliens: Original Sin, edito il 26 ottobre 2005 dalla Dark Horse Comics nel tentativo di replicare in narrativa il successo dei suoi fumetti alieni. La “replica” non è avvenuta e questi libri sono stati tutti dimenticati: per questo sono “rari” sebbene come contenuto non valgano molto.

L’autore è un nome ben noto ai lettori di fantascienza: Michael Jan Friedman, noto in Italia per i suoi molti romanzi del mondo di Star Trek [Fanucci] e le novelization Star Trek: Generazioni [PlayPress] e Batman & Robin [Fanucci].

La trama “ufficiale”

Tornano Ripley 8, clone del tenente Ellen Ripley, la ginoide Annalee Call e il pirata spaziale Johner, in una missione piena di orrore ed azione mozzafiato alla ricerca di risposte a domande che affondano le radici in un tempo passato… Domande che cercano di capire cosa sia realmente successo alla Nostromo.

L’incipit (traduzione mia)

Terra, pensò Ripley.
Per la precisione una larga spiaggia di sabbia dorata in Nuova Zelanda: il primo spazio aperto per atterrare che lei e i suoi compagni hanno trovato nella loro discesa, e non avrebbero potuto sperare per un posto migliore.
Johner, sorpreso di trovare che ci fosse ancora un metro quadrato di terra emersa incontaminata, era partito all’esplorazione di una pineta adiacente alla spiaggia. Quindi erano rimaste Ripley, Call e Vriess a mettere in sicurezza la
Betty, operazione comunque abbastanza veloce.
Si sedettero sulla sabbia – Ripley e Call a gambe incrociate come bambine, Vriess sistemato nella sua carrozzina motorizzata – e ammirarono le costellazioni stellari per come si vedevano dalla Terra.

Il romanzo

Il romanzo si apre poco dopo la fine del film Alien Resurrection (1997), ignorando ovviamente il finale alternativo: invece di ritrovarsi con la Torre Eiffel sullo sfondo, l’equipaggio della Betty atterra su uno splendido lembo di terra in Nuova Zelanda.

Ripley 8 (© 2003 Twentieth Century Fox)

Ripley 8
(© 2003 Twentieth Century Fox)

È la prima volta che Ripley 8 vede la Terra, e non è che anche l’originale Ripley avesse poi tutta questa dimestichezza col pianeta: ricordo che i quattro film si svolgono tutti lontano dalla Terra.
La donna clonata si guarda intorno e si rende conto che è proprio un bel posto per passarci il resto della vita: giri pagina… e inizia una lunga e misteriosa missione per risalire a bordo della Betty e partire…

L’autore forse ha dimenticato un paio di capitoli sul pavimento del suo studio e l’editore non se ne è accorto, perché da una pagina all’altra si ha la sensazione di aver sbagliato libro: è come se avessimo allungato il braccio sul comodino e preso per errore un romanzo diverso da quello che si sta leggendo, e non ci si capisce un’acca.
Così un secondo dopo che Johner, Vriess, Call e Ripley 8 scendono dalla loro nave… detta nave la si ritrova attraccata in non si sa che astroporto e i suddetti personaggi organizzano un “colpo” degno di Ocean’s Eleven per rubarla e partire: perché dovrebbero rubare qualcosa che fino a un secondo prima è di loro proprietà? Chi è la gente che devono ingannare per partire? Ma soprattutto… partire per dove? Mistero…

Friedman è un ottimo autore ma pare che l’universo alieno tiri fuori il peggio da tutti. Così si impegna a gettare secchiate di nuovi personaggi proprio come farà nel 2016 Tim Lebbon con il ciclo “Rage War“: personaggi del tutto inutili come semplici riempitivi di una trama palesemente carente.
Friedman ci racconta la vita di gente a caso dimenticandosi di informarci perché questi personaggi siano entrati nell’universo alieno, e soprattutto dimenticandosi dei quattro che invece teoricamente dovrebbero essere protagonisti di un romanzo spacciato come continuazione di Alien Resurrection.
Ripley, Call e gli altri sono appena citati, mentre la gente inutile che Friedman ha inventato a caso viene ampiamente trattata.

Annalee Call (Winona Ryder)

Annalee Call (Winona Ryder)

A metà romanzo, quando ormai la noia ha devastato la lettura, scopriamo che l’obiettivo dei protagonisti è una dei Domes.
Trent’anni prima dalla Terra sono partite sei “serre spaziali”, chiamate Domes, per spargere nell’universo colture e campioni di piante terrestri. L’unica pianta aliena in esse contenuta è la sinjaba, trovata su un mondo molto simile alla Terra e battezzato Kali dalla mitologia indù.
In una di queste serre – che sembrano strizzare più di un occhio al film 2002: la seconda odissea (Silent Running, 1972) – è arrivato il solito alieno e inizia la solita solfa già vista nei film, senza un minimo di tensione o anche solo di curiosità per come andrà a finire.
Però il “piatto forte” deve ancora arrivare…

L’abominevole invenzione

La stragrande parte di chi si professa “fan alieno” in realtà conosce e stima solamente il primo film. Spesso ha visto anche gli altri tre ma il primo è meglio, e per finire ignora l’oceano di storie scritte al di là dei film. Friedman è uno di questi pseudo-fan: qualcuno deve averlo avvertito che dopo il 1979 è stato detto e scritto qualcos’altro sul mondo alieno, ma lui non ci crede.
L’autore deve essersi rivisto il film, poi si è messo a scrivere una storia che non c’entra una mazza con le atmosfere e le tematiche ma per giustificare quella scritta in copertina (“Aliens”, sebbene gli xenomorfi fanno giusto una comparsa nella storia) ci racconta per filo e per segno il primo film: mette cioè in bocca a Call lunghi monologhi in cui ci spiega cosa sia successo all’equipaggio della Nostromo
Può sembrare tempo perso, ma attenti che arriva la sorpresa!

Pilot (o Space Jockey) dal film Alien (1979)

Pilot (o Space Jockey) dal film Alien (1979)

Sappiamo che la Weyland-Yutani sapeva dell’alieno prima che l’equipaggio della Nostromo si lasciasse “contagiare”: e come lo sapeva? La risposta ce la dà Ripley 8: gliel’hanno detto i Piloti. Sì, gli appartenenti alla razza del gigantesco essere morto trovato su LV-426.

Ricostruzione di un Pilota a cura di aaronsimscompany

Ricostruzione di un Pilota
a cura di aaronsimscompany

Ripley 8 – che l’ha saputo da Call, che l’ha trovato in rete insieme alle scie chimiche – ci spiega che gli umani e i Piloti hanno stretto un’alleanza segreta chiamata Loki – ahhhh che nome originale! – per cui da tempo si scambiano informazioni. I Piloti avvertono che su un pianeta è cascata una loro nave piena di uova aliene e subito la Weyland-Yutani manda la prima astronave disponibile a farsi infettare.
Loki non vede di buon occhio Ripley 8 e i superstiti dell’Auriga, così manda degli emissari ad ucciderli: questo è solo il primo romanzo in cui i nostri eroi dovranno affrontare le minacce della pericolosa società segreta: arriveranno altri libri a parlarcene… Ma (per fortuna) anche no…

Perché un di solito bravo scrittore come Friedman perde tempo a inventarsi buffonate ridicole come queste invece di scrivere qualcosa di vagamente decente? Ma come maledizione gli è venuta in mente tanta immondizia? Possibile che chiunque abbia in mano un romanzo alieno si senta in obbligo di inventarsi baggianate spaziali? Questa poltiglia infatti fa il paio con la buffonesca “Rage War” del 2016 di Tim Lebbon.
Per fortuna la storia di Original Sin – con Ripley 8 che in posa plastica che si mette ad aspettare i futuri nuovi attacchi di Loki! – fa così schifo che non conosce seguiti…

Un romanzo pessimo sotto ogni punto di vista, affidato ad un autore che se ne sbatte ampiamente di Ripley e degli altri personaggi, tutti nomi che qui fanno solo da tappezzeria: perché il povero mondo alieno deve subire tante cocenti umiliazioni?

L.

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6 pensieri su “[2005-10] Aliens: Original Sin

      • Friedman ha dimenticato quel paio di capitoli sul pavimento, l’editore li ha trovati, li ha letti e poi l’ha chiamato: “Michael, stiamo scherzando? Sono magnifici! Ti rendi conto che di questo passo il romanzo potrebbe anche funzionare? Ah, tu hai visto tutti i film e letto i fumetti quindi vorresti essere all’altezza, scrivendo una bella storia? Ma mica ti paghiamo per questo! Riscrivi tutto di merda, subito”
        Ecco, se fosse andata così, potrei anche accettare che l’abbia scritta lui una roba del genere. SOLO se fosse andata così, però 😦

        Liked by 1 persona

      • Infatti sarebbe l’unico modo di spiegare come mai un bravo autore abbia tirato fuori una robaccia del genere. Ma poi io dico, ti danno un personaggio esplosivo come Ripley 8… e ne fai una comparsa? E’ davvero incredibile quanto sia sbagliato questo romanzo…

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