[1979] La storia di Alien (Mursia)

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Su una vecchia e storica bancarella di Roma – sotto un colonnato davanti alla chiesa di Santa Maria del Popolo, adiacente a piazza del Popolo – negli anni Novanta trovai all’incredibile prezzo di 5.000 lire – in pratica l’equivalente di 5 euro di oggi – questo prezioso libro della Mursia le cui pagine, dopo tanti anni, si sono ormai del tutto scollate. Anche perché dopo averlo sfogliato mille volte non poteva essere altrimenti.

I modellini della Nostromo e del Naricissus

I modellini della Nostromo e del Naricissus

Per tanti anni le meravigliose foto e splendide illustrazioni al suo interno sono state rarissime, poi alcune di queste ultime sono apparse nei contenuti speciali dell’edizione 2000 del DVD del film. Illustrazioni che sembrano riferirsi a Prometheus (2012) e che fanno capire che con quel terribile e sbagliato film il vecchio Ridley Scott abbia voluto cercare di rimediare a tutto ciò che non ha fatto quando era giovane.
L’ottima sceneggiatura iniziale prevedeva sequenze riccamente illustrate dagli artisti coinvolti nei bozzetti – come Ronn Cobb e Moebius – ma poi per abbattere i costi Scott ha tagliato via tutto ed è rimasto il film che abbiamo visto tutti, solo una minima parte del testo originale. Forse nel 2012 ha voluto rimediare, ma nel peggiore dei modi…

Splendidi bozzetti di Moebius per i vari personaggi

Splendidi bozzetti di Moebius per i vari personaggi

Ecco la scheda del libro:

Cine Special 1. La storia di ALIEN (Histoire d’Alien, 1979) di Paul Scanlon e Michael Gross [dicembre 1979] Traduzione di Giuseppe Lippi

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Ecco l’incipit:

Nell’estate e nell’autunno 1978 per un eventuale visitatore degli studi di Shepperton, in Inghilterra, sarebbe stato più facile fare dietro-front e tornare a Londra che tentare di varcare l’ingresso principale degli stabilimenti: infatti, quattro dei maggiori teatri di posa del celebre complesso britannico (uno dei quali è fra i più grandi del mondo) ospitavano in quei mesi i set di Alien, e la Twentieth Century Fox voleva essere sicura che solo occhi debitamente autorizzati assistessero alle sedici settimane di lavorazione principale del film.
Tuttavia, muniti di un lasciapassare fornito dal direttore di produzione, i curiosi potevano dare una sbirciatina a quello che succedeva all’interno. Fondamentalmente la storia di Alien si svolge in tre ambienti principali: l’interno del cargo spaziale americano Nostromo, la superficie d’un planetoide desolato e l’interno di un vascello extraterrestre abbandonato. I ponti interni del Nostromo sono gli ambienti più spettacolari: il ponte di comando minuziosamente elaborato e traboccante di apparecchiature, spie luminose intermittenti e terminali per la lettura dei dati, dà l’impressione di un luogo vivo, dove si lavora sul serio, estremamente reale. Lo stesso dicasi per l’infermeria, chiamata «autodoc», la cucina e i giganteschi livelli inferiori dell’astronave. Sono stati necessari mesi di lavoro, eseguito da un’équipe di più di duecento operai e tecnici, per dare a questi ambienti la solidità e la forza d’impatto della realtà.
In un altro teatro di posa era stata ricostruita la superficie del planetoide, nuda e ostile nella sua cupa luce bluastra: è fatta di tonnellate di gesso, fibra di vetro, pietra e ghiaia. Enormi portelli ovoidali, alti circa quattro metri, dominavano un’estremità del teatro: erano gli ingressi del relitto extraterrestre. Ma c’erano ben poche possibilità che, attraverso quei portelli, il visitatore potesse scorgere qualcosa o qualcuno’, infatti, appena l’Alieno si trovava nei paraggi, dal set veniva sistematicamente allontanato chiunque non fosse strettamente indispensabile alla lavorazione del film. In questo modo il più grande segreto della storia del cinema veniva tenuto al sicuro.

L.

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8 pensieri su “[1979] La storia di Alien (Mursia)

    • Negli anni Novanta erano ancora un’istituzione cittadina, il centro di Roma sciabordava di banconi fissi tutto l’anno strapieni di libri. Oramai quelle del centro Storico sono mosche bianche, per il resto bisogna rincorrerle per mercatini rionali stagionali…

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      • Credo che ormai questa sia la situazione generale di tutte le grandi città (i veri e propri “spazi coperti dell’usato” che in quegli anni a Milano praticamente circondavano il Duomo per tutta l’estate, senza contare le bancarelle ordinarie, fanno parte di una memoria sempre più lontana nel tempo), il che fa sì che cercare di reperire oggi una perla del genere ti costringa ad affidarti esclusivamente alla classica ENORME botta di culo 😦
        P.S. Quello lassù con la maglietta rossa vicino al modellino della Nostromo dev’essere Nick Allder, sodale dell’altrettanto grande Brian Johnson… miti di gioventù 🙂

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  1. Li conosci, Lucius, li conosci: tutti i mezzi di luna e di cosmo -in primis le indimenticabili Aquile- della serie Spazio 1999 sono disegnati e realizzati da loro (progettisti ed effettisti a cui il fantastico deve moltissimo) 😉

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