[1993-01] Aliens: Colonial Marines

Cover di Robert Mentor

Cover di Robert Mentor

Riscrivo daccapo questo post recensendo più approfonditamente, numero per numero, quel disastroso naufragio chiamato Aliens: Colonial Marines.


Un ricordo personale

Ho già avuto modo di dirlo: la narrativa di genere è la cura per ogni male.

Cover di Robert Mentor

Nei primi anni Novanta la scuola era il mio dramma, sia nelle materie – ero quello che studiava tutto il pomeriggio per poi prendere voti insufficienti, quello che si applicava sin dal primo giorno di scuola per andare molto peggio di quelli che leggiucchiavano la lezione un minuto prima dell’interrogazione e prendevano il massimo dei voti – sia in tutto il resto, grazie alle odiose professoresse a cui vanno i miei peggiori pensieri. Lo stratificarsi di tanti piccoli problemi in vari aspetti della vita si faceva pressante e solo una cosa mi consolava: la narrativa di genere.

Malgrado non ci fosse nulla di cui essere felici, quel dicembre 1992 è fra i miei migliori ricordi. Per esempio si avvicina l’uscita italiana del gennaio 1993 di Bram Stoker’s Dracula e sono immerso – per la prima volta in vita mia – nel vampirismo in ogni sua possibile forma, oltre a bearmi di tutto il merchandising possibile del film di Coppola: compreso un delizioso gioco da tavola, a cui ovviamente giocherò sempre da solo.

Cover di Robert Mentor

All’epoca frequentavo un negozio di fumetti d’importazione, “All American Comics”: un nome roboante per un minuscolo negozietto sperduto nel quartiere Alberone di Roma. Ogni fumetto di Aliens, Predator, Terminator e Robocop che giungesse dagli Stati Uniti finiva nella mia “cartella personale”, che il gestore aveva inaugurato quel giorno in cui ho conosciuto il negozio e ho iniziato ad inondarlo con i soldi della mia paghetta. Quel dicembre 1992 la rivista “Previews” con le anticipazioni a fumetti mi informò che sarebbe iniziato un incredibile ciclo di dodici numeri – un anno intero di uscite! – dedicato ai Colonial Marines: ci può essere un Natale migliore?

Purtroppo le cose non andarono così, sin da subito la storia si rivelò essere una imbarazzante porcata, priva di qualsiasi logica, e non devo essere stato il solo a pensarlo: arrivati a metà dell’opera (settembre 1993) la Dark Horse deve aver capito di averla pestata bella grossa ed è iniziato il naufragio. Da dodici numeri è scesa subito a dieci, con uscite saltuarie e una storia che in qualche modo è stata chiusa, sebbene totalmente a casaccio. Ma ormai io avevo cambiato vita e avevo messo in pausa la mia passione aliena.


Colonial Marines

In copertina c’è un nome enorme, che da solo giustificava l’acquisto: Chris Warner. Come disegnatore fa parte della casa sin dalla nascita, nel 1986; nel giugno 1989 era uscito il suo Predator: Heat, primo fumetto del personaggio; nell’agosto 1990 Terminator: Tempest, primo fumetto originale del personaggio; nel dicembre 1990 Aliens vs Predator, primo storico scontro dei due personaggi. Ed è solo l’inizio di un collaborazione lunga e gloriosa.

Chissà perché Chris Warner non ha dotato i suoi marine di pulse rifle

Proprio quel 1992, con Terminator: Hunter and Killers (marzo), ha iniziato a collaborare come sceneggiatore e in solitaria firma Aliens: Colonial Marines: una serie complessa e intricata non è stata forse la scelta migliore per esordire, visto quanto poco in seguito Warner apparirà come scrittore per la casa.

Una saga di super-mega-fuciloni disegnati a casaccio

La PlayPress di Mario Ferri porta la saga in Italia nei numeri 7-11 (ottobre 1994-marzo 1995) della testata “Aliens”.


Numero 1

Sceneggiatura di Chris Warner
Disegni di Tony Akins
Copertina di Robert Mentor
Data di uscita in patria: 1° gennaio 1993
Data di uscita in Italia: ottobre 1994
Traduzione di Michele Camarda

La nave da carico Laing della Schiller Biological viene ritrovata a vagare alla deriva nello spazio: i primi che entrano per capire cosa sia successo… sono i primi a morire per gli xenomorfi che la nave trasporta.

Una brutta sorpresa nello spazio

Intanto il tenente Joseph Henry scopre troppo tardi della morte della madre: è un Colonial Marine in orbita e non avrebbe fatto in tempo a tornare sulla Terra. Lo stesso i suoi sentimenti sono forti e ha reagito male davanti al capitano Campomanes, mandandolo all’ospedale e beccandosi una punizione: non se la passerà troppo male, in fondo è il figlio di un pezzo grosso, membro del Comitato degli Armamenti (Armed Services Committee) quindi ha le spalle più che coperte. Lo stesso finisce nel mezzo del nulla a gestire una base in allestimento, la Sungun Station, dove sarà l’ufficiale più anziano in grado, circondato da novellini.

Proprio grazie al padre di Henry le grandi compagnie multinazionali sono entrate “in affari” con l’esercito, quindi la base che dovrà gestire è curata dalla Alphatech Sungun: il primo compito del tenente sarà proprio scortare Beliveau, un dirigente di questa compagnia, e il suo staff a bordo della Melville. «Babysitter, netturbino, fattorino… Grazie, papà», è l’aspro commento di Henry.

A bordo della Melville il tenente Henry incontra il sergente Nyland, grintosa e sveglia soldatessa chiaramente più in gamba di lui, la quale è a capo di un manipolo di Colonial Marines che rappresenta il peggio del peggio, in quanto a disciplina: altrimenti non sarebbero lì. Fra di loro spicca per coattaggine Carmen Vasquez: sorella della mitica Vasquez di Aliens (1986).

Il peggio del peggio che l’USCM possa offrire

I soldati entrano in ipersonno senza sapere che la loro destinazione è diventata fin troppo “calda”. L’attacco alieno viene arginato da un tecnico spregiudicato che sigilla quella parte della base – fregandosene di eventuali sopravvissuti – ed è pronto a far saltare tutto… ma viene battuto sul tempo. Una razza aliena umanoide apre una breccia e fa scemare i suoi “figli”, cioè gli xenomorfi.

Il primo segnale che questa saga sarà una buffonata senza senso

Chi diamine sono questi strani personaggi? E chi è il “Padre” a cui fanno riferimento e a cui vogliono portare gli xenomorfi? Non lo sapremo mai…


Numero 2

Sceneggiatura di Chris Warner
Disegni di Tony Akins
Copertina di Robert Mentor
Data di uscita in patria: 1° febbraio 1993
Data di uscita in Italia: ottobre 1994
Traduzione di Michele Camarda

Il momento in cui dal criosonno si passa alla veglia è il più brutto, perché arrivano i sogni. E magari si sente la voce della propria sorella e le frasi che diceva tempo addietro… quando era ancora viva.

You need to be like me, little Carmen. Be ready to kick some ass and take some. Anytime anywhere.

Insieme a Carmen proviamo tutti grande emozione nel “risentire” Vasquez e i suoi grintosi incitamenti a dare calci nel culo: dovunque e in cada momiento, come recita lo storico doppiaggio italiano.

Il risveglio agitato di Carmen Vasquez

Arrivati a destinazione, i Colonial Marines guidati dal tenente Henry non trovano nessuno ad attenderli alla Sungun Station: che fine hanno fatto tutti? E cos’è quella nave vuota attraccata? Inizia l’esplorazione e il primo incontro con gli xenomorfi: sarà dura… e Carmen Vasquez rimane paralizzata dalla paura! Non sarà facile tenere alto il nome della famiglia.

Non è facile mantenere alto il nome della famiglia

I Colonial Marines superstiti, con l’aiuto di Dinkel – tecnico JaveLin – sopravvissuto al massacro perché nascostosi – devono trovare un modo per tornare sulla Melvillee sottrarsi all’ondata aliena che sembra inarrestabile.


Numero 3

Sceneggiatura di Chris Warner
Disegni di Tony Akins
Copertina di Robert Mentor
Data di uscita in patria: 1° marzo 1993
Data di uscita in Italia: dicembre 1994
Traduzione di Michele Camarda

Inizia lo scontro alla Sungun Station ed è di quelli tosti, con il pavimento che inizia a riempirsi di corpi. Sia di alieni che di umani.

Una missione che sta andando malino

Dinkel avverte Henry e suoi che ci sono degli umanoidi nei piani bassi che comandano gli xenomorfi, e tramite il tecnico il tenente riesce a mettere in atto un piano: fa saltare la porta dei piani bassi della base così che gli alieni lì nascosti siano gettati via nello spazio.

Attenzione, fuoriuscita di alieni

Mi aspettavo una reazione più sorpresa nel trovare due umanoidi nella stiva, due esseri a forma umana ma chiaramente capaci di sopravvivere nello spazio senza alcun tipo di strumentazione, invece entrambi vengono trattati come due normali prigionieri dopo una battaglia. Portati a bordo della Melville vengono interrogati senza neanche un minimo di quarantena, e loro ripetono il messaggio: il Padre vuole ripulire l’universo dalla piaga degli umani bastardi. Solo i puri erediteranno lo spazio…

Ma chi è ‘sto Padre? Come si è formata una razza ibrida di uomini e alieni – che ovviamente parla inglese! – e perché sono così diversi gli uni dagli altri? Sarebbe bello che l’autore avesse risposto a queste domande.


Numero 4

Sceneggiatura di Kelly Puckett
Disegni di Allen Nunis
Copertina di Joe Phillips
Data di uscita in patria: 1° aprile 1993
Data di uscita in Italia: dicembre 1994
Traduzione di Michele Camarda

Cambio al vertice per tutto l’apparto artistico e cambio di stile. La battaglia è finita, la Sungun Station infestata viene abbandonata e ci ritroviamo tutti a bordo della Melville in cerca di un porto dove attraccare, visto che nessuno sembra rispondere agli appelli lanciati.

Intanto dalla sua cella uno degli umanoidi catturati invita il soldato Beech a gustare un po’ di pappa reale, che sappiamo essere una sostanza stupefacente di grande potenza: Beech accetta e in pratica “si unisce al club”, insieme a Vormitag. Quindi abbiamo gli umani che ora parteggiano per gli umanoidi religiosi? Pare proprio di sì, e fanno seguaci…

Benenuto su Bracken’s World

Scesi su Bracken’s World, pianeta gestito dalla Alphatec, Henry cerca di riallacciare i contatti con il comando ma la base militare che trova sul posto è infestata di umanoidi invasati, che aggrediscono i Colonial Marines al grido di «morte agli infedeli». Servirà un APC ad aprire la strada, nella sana tradizione del secondo film.

Largo all’APC!

Il veicolo non arriva lontano e i soldati si ritrovano appiedati in mezzo alle sterminate paludi del pianeta: come può peggiorare la situazione? Magari con l’uscita di un mostrone dall’acqua!

Zona ripopolazione di xenomorfi

Da dove arrivano questi enormi xeno-pescioloni? Magari al quarto numero della saga sarebbe carino se iniziassero a spiegarci qualcosa, ma temo che una risposta non arriverà mai.

Xeno-pescioloni: aggiornate il manuale di zoologia della saldaPress!

Le azioni sono intriganti ma la trama è ancora confusa: questi umanoidi puzzano di buffonata ma magari una spiegazione dignitosa li avrebbe salvati. Purtroppo non è andata così.


Numero 5

Sceneggiatura di Kelly Puckett
Disegni di Allen Nunis
Copertina di Joe Phillips
Data di uscita in patria: 1° maggio 1993
Data di uscita in Italia: gennaio 1995
Traduzione di Michele Camarda

Rimaniamo sul pianeta-risaia Bracken’s World ma in un altro settore, dove è stata costruita una sorta di città galleggiante… due anni prima che nei cinema esca Waterworld (1995) con Kevin Costner! E addirittura c’è la stessa muraglia a circondarla.

Bracken’s World come Waterworld… ma prima!

Il tenente Henry sente puzza di bruciato. Gli umanoidi che li hanno attaccati imbracciavano armi della Alphatec: sicuri che Beliveau non sappia più di quanto non dica? Questi risponde alle accuse con un’altra accusa: perché una semplice operazione di trasporto è dotata di un sintetico di altissimo profilo come Liston? Le domande sono tante ed Henry non sa rispondere.

La colonia ha bisogno dell’aiuto dei militari, gli strani incidenti che colpiscono i lavoratori non possono più essere considerati semplici “fatalità”, ma il tenente Henry non ne vuol sapere e vuole lasciare immediatamente il pianeta. (Anche se non è chiaro perché.)
Non ne avrà il tempo, perché mentre pattugliano la zona ecco un altro attacco degli xeno-pesci, in cui i Colonial Marines cascano come pivelli.

Nuovo attacco degli xeno-pesci

Mentre Henry si blocca, o sembra bloccarsi, ci si chiede quando cominceremo a capire qualcosa in questa saga. Chi sono i nomi che Beliveau gestisce al computer della colonia? Cosa sono questi xeno-pesci? Tutte domande che non avranno alcuna risposta.


Numero 6

Sceneggiatura di Kelly Puckett
Disegni di Allen Nunis
Copertina di Joe Phillips
Data di uscita in patria: 1° agosto 1993
Data di uscita in Italia: gennaio 1995
Traduzione di Michele Camarda

Nella battaglia per difendere la colonia Vasquez sta avendo la peggio, di nuovo non sembra all’altezza della celebre sorella, ma quando sta per soccombere ad uno xeno-pesce… arriva un aiuto insperato ed inaspettato: Herk Mondo!

Arriva Mondo a mondare dagli xeno-pesci

Il personaggio – «autoproclamato cacciatore di alieni professionista» – entra in scena tirando una lattina di birra addosso ad un alieno, e poi prosegue distribuendo piombo fuso. Quando i Colonial Marines accendono un fuoco chimico e sconfiggono gli xeno-pesci, Mondo saluta e se ne va, prima, però, una bella “frase maschia” citazionista:

“Dio, adoro l’odore del fuoco chimico di mattina: mi ricorda la luna di Solano.”

Ma chi è? Cosa ci fa su Bracken’s World? Silenzio. Sembra più una comparsata fatta giusto per lanciare un personaggio esagerato… e infatti negli anni successivi arriveranno Mondo Pest (1994) e Mondo Heat (1996), brevi ma divertentissimi tentativi di sdoganare un personaggio molto “anni Ottanta” ma che evidentemente non è riuscito a superare la prova.

Il machismo citazionista evidentemente non andava più bene.

Per assicurarsi l’obbedienza dei propri uomini nella missione contro gli umanoidi, il tenente Henry fa impiantare loro di nascosto una carica esplosiva: chi si allontanerà, vedrà la propria testa saltare in aria automaticamente. La cosa non fa felici gli uomini, né assistere all’esplosione in orbita della Melville.

Ora sono tutti bloccati su Bracken’s World, ma soprattutto… in una pessima storia!


Numero 7

Sceneggiatura di Paul Guinan
Disegni di Tony Akins
Copertina di Robert Mentor
Data di uscita in patria: 1° settembre 1993
Data di uscita in Italia: febbraio 1995
Traduzione di Michele Camarda

Beliveau raggiunge la stazione mineraria di Joliet, dove pare di capire abbia nascosto un qualche tipo di arma. Sul luogo a parte qualche umano ci sono solamente dei sintetici obsoleti, progetti al primo fase di ricerca e mai completati: «tostapani con cervelli positronici». Curioso trovare qui una terminologia asimoviana.

Sintetici di varia forma, rimasti a guardia

Ricongiunti Colonial Marines e sintetici, affrontano altri xenomorfi e la storia procede senza alcun senso né una trama all’orizzonte.

Scontri senza motivo

L’idea dei sintetici abbandonati è carina ma finisce subito, sembra che gli autori della saga buttino giù idee a caso per vedere cosa succeda, mentre ancora devono spiegare chi siano gli umanoidi apparsi dal primo numero. Un vero “fenomeno alla Lost” ante litteram.


Numero 8

Sceneggiatura di Kelly Puckett
Disegni di John Nadeau
Copertina di Joe Phillips
Data di uscita in patria: febbraio 1994
Data di uscita in Italia: febbraio 1995
Traduzione di Michele Camarda

Partiti da Bracken’s World a bordo dello Snakefinger requisito, il sempre più inspiegabilmente incazzoso tenente Henry incarica Rake di riprogrammare il sintetico Liston perché esegua i suoi ordini, e non quelli della Compagnia.

Organizzata un’assemblea per informare tutti della prossima destinazione, tutto finisce nel sangue quando soldati in crisi di astinenza da pappa reale (che chiamano monster jelly) cominciano ad ammazzarsi fra di loro, e Beliveau finisce con un proiettile in fronte: un personaggio totalmente inutile sin dal primo numero che esce di scena prima di poter dare uno straccio di spiegazione di tutti i gesti immotivati che lo abbiamo visto compiere durante la saga.

Installare Asimov nei sintetici!

Mentre continuano citazioni “alte” (Rake cerca di installare una «Asimov subroutine» nel cervello positronico del sintetico Liston), il tenente Henry assomiglia sempre più ad un pazzo furioso e il personaggio è ormai ufficialmente fuori controllo. Ora però ha l’enorme Liston come schiavo personale, quindi è parecchio pericoloso.

Intanto arriviamo alla Alphatec Research Station, nel Sistema Cerebus, solo per scoprire l’ovvio, che cioè non c’è nessuno. Gli esperimenti con gli xenomorfi sono palesemente sfuggiti di mano.

Tipico scenario di base abbandonata

Continuano ad apparire gli umanoidi senza che qualcuno si degni di spiegarci chi accidenti siano: riusciremo alla fine della saga a capire cos’è successo già nel primo numero? Purtroppo no.


Numero 9

Sceneggiatura di Dan Jolley
Disegni di John Nadeau
Copertina di Joe Phillips
Data di uscita in patria: aprile 1994
Data di uscita in Italia: marzo 1995
Traduzione di Michele Camarda

Pura apoteosi del nulla. Ondate di xenomorfi assaltano lo Snakefinger ma solo per recuperare uno degli umanoidi morti: una donna… ma da dove esce fuori? La sergente Nylan soffre e pensa al figlio lontano… ma da dove è uscito fuori ‘sto figlio?

Tutti scappano finché nel vuoto dello spazio trovano un satellite fatto d’antenne: ma che cazzo sta succedendo? Qualcuno ci dirà mai qualcosa?


Numero 10

Sceneggiatura di Dan Jolley
Disegni di John Nadeau
Copertina di Joe Phillips
Data di uscita in patria: luglio 1994
Data di uscita in Italia: marzo 1995
Traduzione di Michele Camarda

Dopo una rapida spiegazione per cui (mi sembra di capire) gli umanoidi cambiano sesso a piacimento – il che spiega perché sia apparsa una donna ma non perché questo avvenga – il tenente Henry guida l’attacco finale agli umanoidi nel loro satellite-antenna, con grande spiegamento di mezzi.

Trama delirante, ma ottime idee visive

Tutto è buttato a casaccio senza alcun criterio, e personaggi che non sono mai nati non possono creare dispiacere, nel morire. Da dieci numeri stiamo aspettando che il personaggio di Vasquez inizi a fare qualcosa: quando si immola contro gli alieni, è la prova che gli autori non sapevano cosa farne di lei sin dall’inizio.

L’anti-climatico sacrificio di Vasquez

Il confronto finale con il Padre è imbarazzante: Henry dice due stupidate poi gli spara. E l’essere che considerava se stesso un dio muore come un coglione in due secondi. E muore pure Henry così, di noia.

Nell’ultima pagina la voce di Liston ci spiega che il Padre era il professor Ernst Kleist: e chi è questo, ora? È per caso lo stesso Kleist che troviamo in Aliens: Rogue (1995)? Ma lì ha una vita narrativa del tutto diversa. Boh.

Nel vuoto dello spazio e del cattivo gusto si chiude una delle peggiori storie aliene di sempre, nata nel momento di maggior successo e qualità della serie. Davvero un gran peccato.

Chiudo con la cover gallery:


Elenco dei personaggi

Per future ricerche, riporto l’elenco dei nomi citati nella saga, in ordine alfabetico, con una breve descrizione.

  • Bateman – Colonial Marine della missione del tenente Henry a bordo della Melville
  • Beech – Colonial Marine della missione del tenente Henry a bordo della Melville
  • Beliveau – pezzo grosso della Alphatech Sungun, una delle multinazionali che collaborano con i Colonial Marines (numeri 1-8)
  • Berganza – Colonial Marine della missione del tenente Henry a bordo della Melville (solo numeri 2 e 3)
  • Boston – Colonial Marine della missione del tenente Henry a bordo della Melville (numeri 2, 3)
  • Bradshaw, maggiore Alan – Beliveau inserisce i suoi dati nel numero 5
  • Billy – uno dei sintetici obsoleti rimasti su Bracken’s World (solo numero 7)
  • Calley – agente della sicurezza della Alphatech (solo numero 2)
  • Campomanes – capitano dei Colonial Marines picchiato dal tenente Henry (solo numero 1)
  • Carrano – Colonial Marine della missione del tenente Henry a bordo della Melville (numeri 2-4)
  • Carroll – tecnico JaveLin che entra nella nave infestata (solo numero 1)
  • Chen – Colonial Marine della missione del tenente Henry a bordo della Melville
  • Chercovski – agente della sicurezza della Alphatech (solo numero 2)
  • Church, dottor Paul – Beliveau cancella i suoi dati nel numero 5
  • Corchiani – tecnico JaveLin (solo numero 1)
  • Croeni – tecnico JaveLin che entra nella nave infestata (solo numero 1)
  • Cvercko – Colonial Marine della missione del tenente Henry a bordo della Melville
  • Danny – uno dei sintetici obsoleti rimasti su Bracken’s World (solo numero 7)
  • Deitric – capitano di un’imbarcazione di semina su Bracken’s World (solo numero 5)
  • Dinkel – tecnico JaveLin (solo numero 1 e 3)
  • Duke – addetto sicurezza che tenta di arginare l’attacco alieno (solo numero 1)
  • Duplesis – agente della sicurezza della Alphatech (solo numero 2)
  • Emardt – tecnico JaveLin (solo numero 1)
  • Forsyth – Colonial Marine della missione del tenente Henry a bordo della Melville
  • Henry, Joseph, tenente – protagonista
  • James – addetto sicurezza che tenta di arginare l’attacco alieno (solo numero 1)
  • Jo-Jo – uno dei sintetici obsoleti rimasti su Bracken’s World (dal numero 7)
  • Koo – Colonial Marine della missione del tenente Henry a bordo della Melville (numeri 2 e 3)
  • Liston – sintetico della missione di Henry
  • Maryland – Colonial Marine della missione del tenente Henry a bordo della Melville
  • Medina – agente della sicurezza della Alphatech (solo numero 2)
  • Nyland – grintosa sergente che accompagna il tenente Henry a bordo della Melville
  • Olafson – capitano di un’imbarcazione di semina su Bracken’s World (solo numero 5)
  • Osbourne – tecnica JaveLin che entra nella nave infestata (solo numero 1)
  • Petrovic – superiore del tenente Henry (solo numero 1)
  • Rake – Colonial Marine della missione del tenente Henry a bordo della Melville
  • Rosemas – Colonial Marine della missione del tenente Henry a bordo della Melville
  • Vasquez, Carmen – Colonial Marine, sorella della Vasquez di Aliens (1986)
  • Vinson – addetto sicurezza che tenta di arginare l’attacco alieno (solo numero 1)
  • Vormitag – agente della sicurezza della Alphatech (solo numero 2)
  • Zed-Ahead – capo dei sintetici obsoleti rimasti su Bracken’s World (dal numero 7)

L.

– Ultimi post simili:

  • [2021-09] Alien (Marvel) Secondo capitolo - Euridice è un paradiso terrestre, una colonia umana che vive a contatto con la natura e sta per staccarsi dalla Weyland-Yutani, non appena arriverà l'ultima nave... ma proprio quell'ultima nave porta il "serpente" in quel paradiso.
    Comincia un nuovo capitolo dell'universo alieno Marvel con il ritorno di una figura cara ai fan: il religioso, che vede nell'alieno un oscuro avvento.
  • 2021-07 Aliens: Aftermath (Marvel) - Numero speciale per festeggiare i 35 anni del film Aliens.
    35 anni dopo l'incidente di Hadley's Hope, un gruppo di dissidenti guidati dal nipote di Vasquez raggiunge l'ex colonia per analizzarne i resti: troverà più di quanto cercava.
  • [2021-06] Marvel ristampa Aliens (1) - Dal 1° giugno 2021 la Marvel presenta in digitale le ristampe del primo mitico universo a fumetti di Aliens, quello con cui la Dark Horse Comics ha conquistato il mondo.
  • [2021-03] Alien (Marvel) Primo capitolo - Gabriel Cruz lascia la Stazione di ricerca Epsilon con un passato doloroso e un futuro incerto, ma quando suo figlio David sale a bordo con i suoi amici eco-terroristi e scatena le creature nei laboratori della Weyland-Yutani, Gabriel deve tornare in pista. E stavolta è una questione personale.
  • [2021-05] Marvel Predator Variant Covers - La Marvel annuncia che arriveranno nuove storie a fumetti di Predator, e per festeggiare lancia le consuete copertine alternative dei supereroi storici, il prossimo maggio.
  • Marvel anteprima: marzo-aprile 2021 - Finalmente comincia ad uscire materiale Marvel che anticipa l'imminente uscita della nuova testata aliena, sperando resusciti questo universo distrutto dai suoi stessi autori.
  • [1994] Operation Aliens - La casa di card Topps si fa scrivere dalla Dark Horse Comics una mini-saga a fumetti da pubblicare in quindici card da collezione, scritta da Jerry Prosser e magistralmente illustrata da un Den Beauvais in splendida forma.
  • [2020-06] Predator: Screenplay (annullato) - Un podcast di AVPGalaxy del 23 gennaio 2021 presenta un'intervista all'autore di questa saga soppressa, il quale ci regala uno sguardo su ciò che poteva essere.
  • [2020-12] Predator saldaPress 26 - Numero conclusivo della testata, con due storie brevi.
    Con Sopravvivenza diamo uno sguardo alle storie che potevano nascere dal film Predators (2010) e che non sono mai nate. Con Città dannata torniamo nella Manhattan del 1947 con boss malavitosi alle prese con un Predator.
  • [2020-12] Aliens saldaPress 43bis - Conclusione della saga Alien: la sceneggiatura originale (2020), in cui Cristiano Seixas ha il compito di prendere la sceneggiatura di Dan O’Bannon del 1976 e trasformarla in un fumetto, ed addio della testata.

13 pensieri su “[1993-01] Aliens: Colonial Marines

  1. Pingback: [1993-04] Aliens: Fuorilegge (Rogue) | 30 anni di ALIENS

  2. Pingback: [1993-07] Aliens-Predator – The Deadliest of Species | 30 anni di ALIENS

  3. Pingback: Fumetti di Alien e Predator in Italia | 30 anni di ALIENS

  4. Pingback: [Comics] Terminator [2014-02] Enemy of My Enemy | Il Zinefilo

  5. Pingback: [2007-12] Aliens: Omnibus 2 | 30 anni di ALIENS

  6. Pingback: Addio, Brian Wood | 30 anni di ALIENS

  7. Pingback: Boba Fett (1997) Twin Engines of Destruction – Fumetti Etruschi

  8. Pingback: [Armi aliene] Pulse Rifle | 30 anni di ALIENS

  9. Pingback: Aliens: Original Years – Anteprima | 30 anni di ALIENS

  10. Pingback: [Big Fanta Gun] Pulse Rifle, dagli Ottanta con furore | Il Zinefilo

  11. Pingback: Storia dei fumetti alieni 14. Alieni in Italia (2) | 30 anni di ALIENS

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.