[1990-06] Aliens vs Predator

Cover di Phill Norwood

Se anche per un secondo vi fosse balenata per la mente l’idea che questo capolavoro a fumetti abbia anche solo vagamente qualcosa a che vedere con il filmettino omonimo di Paul W.S. Anderson, be’… state sbagliando di grosso!

Non saprei dire che mese fosse, ma sicuramente era la primavera del 1992 – forse maggio, ma l’edizione italiana manca di data – quando la PlayPress portò in edicola uno di quei capolavori che cambiano per sempre la storia del fumetto: Aliens vs Predator (PlayBook n. 21, traduzione di Claudio Bispuri).
Lo trovai per caso in un’edicola lontano da casa mia, mi diressi ansimante alla cara edicola sotto casa e, scoperto che non l’aveva, tornai di filata a quella lontana: un calcolo veloce mi fa affermare che percorsi più di quattro chilometri a piedi per acquistare quel fumetto. Il giorno dopo chiesi a uno dei rari amici che leggevano fumetti alieni se l’avesse trovato: mi rispose che sotto casa sua era già finito… E te credo, gliel’avevo comprato io il giorno prima!

Omaggio successivo di "Predator 2" (1990)

Omaggio successivo di Predator 2 (1990)

Per anni sono stato convinto che la storia di Randy Stradley avesse avuto la scintilla iniziale nella celebre sequenza di Predator 2 in cui si vede una testa di Alien fra i trofei dell’astronave dei Predator: solo recentemente, confrontando le date, ho scoperto che così non è.

Le tre razze, disegnate da Phill Norwood

Le tre razze, disegnate da Phill Norwood

Il film di Stephen Hopkins è del novembre 1990, mentre già nel 1989 la Dark Horse Comics ha rilasciato la prima anticipazione di questa saga: quindi è plausibile immaginare che dato il successo del fumetto si sia voluto citarlo nel film…

Novembre 1988. Mentre la Fox cerca una scusa per cacciare William Gibson e la sua sceneggiatura improponibile per il terzo film, la Dark Horse Comics ha acquistato i diritti a fumetti del marchio “Aliens” e a luglio presenta il vero e assoluto sequel del secondo film: Aliens: dieci anni dopo, il capolavoro inarrivabile di Mark Verheiden. (Recentemente ristampato da saldaPress.)
Visto il successo di questa saga, a novembre la casa presenta dalla sua rivista-anteprima “Dark Horse Presents” (n. 24) presenta una brevissima storia singola, il “riassunto” della biologia aliena che ancora oggi è valido, malgrado Ridley Scott vi abbia defecato sopra.

Inizia su “Dark Horse Presents” un ciclo di brevi presentazioni aliene così da far conoscere quest’universo a tutti i lettori della casa: nel novembre 1989 (n. 34) con il semplice titolo Aliens appare un’astronave Predator con un automatismo che preleva uova aliene e le manda in un qualche pianeta per preparare la caccia. Viene presentata in bianco e nero l’introduzione alla saga che cambierà per sempre il mondo alieno.
Nel numero successivo (dicembre 1989) appare la storia Predator che continua l’introduzione, con Dachande (Broken Tusk) che si prepara ad andare a caccia; nel numero 36 (febbraio 1990) c’è Aliens vs Predator in cui è mostrata per la prima volta una battuta di caccia, per far venire l’acquolina ai lettori per l’imminente giugno 1990 e l’uscita ufficiale della saga.

Prima apparizione in bianco e nero (febbraio 1990)

L’introduzione – che sarà “riattaccata” alla storia nell’edizione in volume – ci spiega che i Predator tengono prigioniera una Alien Queen perché produca uova di maschi alieni: se nasce una femmina, una sonda se ne accorge e la distrugge, così si evitano problemi. A cosa servono questi maschi alieni? Sono le prede perfette per i riti di passaggio dei Predator, razza aliena tribale amante del Big Game, la caccia a… be’, a qualsiasi cosa fugga!
I Predator lanciano i maschi alieni su un pianeta, aspettano che diventino grandi poi scendono e danno loro la caccia: chi torna a casa vivo, è un fiero cacciatore. Tutto molto bello ma… Se queste prede aliene finissero su un pianeta abitato da umani? E soprattutto, se la Alien Queen riuscisse a fregare la sonda e liberasse una femmina, pronta a deporre altre uova?

Falò di Predator, disegnato da Phill Norwood

Falò di Predator, disegnato da Phill Norwood

Pianeta Ryushi, al confine tra la Chigusa Corporation e il sistema Beta Cygni. Unico avamposto umano: Prosperity Wells. Popolazione: 115 unità, principalmente agricoltori indipendenti con le loro famiglie.
Qui beghe tra i lavoratori distraggono dagli strani avvenimenti e così nessuno in realtà si accorge dell’arrivo degli alieni, men che meno Machiko: la capa dell’avamposto. (Siamo negli anni Novanta in cui l’America era invasa dai giapponesi e quindi si immaginava un futuro comandato da loro.)

Machiko, secondo Chris Warner

Machiko, secondo Chris Warner

Non sto a raccontare tutta la trama, è complessa e non farei che rovinarla, mi preme sottolineare come lo scontro di civiltà sarà devastante: ci sono gli Aliens che uccidono per istinto, i Predator che uccidono per gioco, e gli umani… che uccidono per soldi. Chi è il buono? Chi è il migliore?

Incontrastata si erge nella sua bellezza Machiko Noguchi, samurai del futuro che si alleerà con un Predator: tra guerrieri ci si capisce. (Probabile che il ridicolo e inutile personaggio dello Yakuza nel film Predators sia ispirato a lei.)
L’unico punto in cui il filmetto di Paul W.S. Anderson del 2004 e questo fumetto geniale si incontrano è nel finale: quando cioè il Predator morente incide il marchio del suo clan sulla fronte della protagonista. Machiko diventa così la Predatrix per eccellenza… e state tranquilli: tornerà… vestita da Predator!

dal film Alien vs Predator (2004), molto vagamente ispirato al fumetto

Chiudo con la cover gallery:

L.

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32 pensieri su “[1990-06] Aliens vs Predator

  1. Fumetto che ha fatto storia, tutti gli altri comic su Alien e Predator venuti dopo si sono dovuti misurare con lui.
    Buona sceneggiatura, ha gettato le fondamenta del matrimonio cinematografico dei due franchise, tra Norwood e Warner non saprei proprio chi scegliere, poteva invece essere inchiostrato con più cura questo comic…i Predator a volte verdi a volte rosa, con l’interno della bocca dello stesso colore della pelle.
    Ad ogni modo un pezzo da collezione che non dovrebbe mancare nè agli appassionati nè ai profani.

    Non ho gradito solo l’abissale depotenziamento degli alien, da “perfetti organismi” a bersagli inerti da zombie movie, l’unico xeno che combina qualcosa è la regina nel finale, ma si dimena dal dolore con sole 4 pallottole di una pistolina di Machiko.
    Anche le armature da caccia grossa dei Predator le trovo tuttora ridicole (meglio quelle viste nel film di Anderson)

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    • Il mio cuore xenomorfo impazzì di gioia a leggere questo gioiellino, e già nei primissimi anni ’90 si vociferava di versioni cinematografiche – addirittura si parlò di Roland Emmerich, che non aveva ancora fatto ID4 – invece ho dovuto aspettare il 2004 per una fetecchia di film che non sfrutta nulla delle buone idee bensì si rifà a trame stravecchie e asfittiche.
      Machiko la amo da impazzire e ogni volta che si riaffaccia nel mondo dei comics il mio cuore esulta: peccato non l’abbiano sfruttata maggiormente…

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      • Preferisco la Machiko di questo fumetto, alla fine una specie di Ripley asiatica ma comunque credibile, in AvP War la pompano troppo, arriva a livelli metaumani, fa fare la figura degli incapaci ai Predator ogni tre per due, dei totali inetti che se non giocano sporco non riescono a metterla sotto neanche nella lotta, persino quando catturano la regina se la cava meglio lei che una mezza dozzina di loro.

        Tornando a questo primo AvP lo trovai ad un mercatino dell’usato a fine estate 1997 a 5000 lire, purtroppo non avevo soldi dietro e i miei non avevano intenzione di prendermelo.
        Dovetti aspettare fino all’autunno inoltrato per poter tornare lì, per fortuna era ancora sotto una mole di cianfrusaglie.

        Ricordo anche io il gran parlare dietro il progetto cinematografico AvP a metà anni 90, uscirono una marea di videogiochi a tema (a proposito, te lo ricordi il cabinato Alien vs Predator della Capcom ? lì potevi utilizzare un personaggio femminile molto simile a Machiko e una versione Cyborg di Dutch)

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      • Quel gioco l’ho conosciuto solo dopo il Duemila quando riuscii a trovare una buona raccolta mame, anzi dovrei continuare la rubrica “videogiochi” del blog presentandolo.
        Con l’emulatore per PC ci ho giocato un bel po”, anche se i giochi a scorrimento non mi fanno impazzire: era però irresistibile combattere gli alieni nei panni della pseudo-Machiko o di un Predator. 😉
        Machiko può tutto, anche uccidere gli alieni a mani nude! 😀 😀
        Credo solo un paio di volte mi è capitato di trovare fumetti alieni su bancarella: a memoria, fu per “Aliens: Salvation” e “Predator: Bad Blood”, trovati in italiano nei primi anni del Duemila.

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      • E il bello è che nel dvd contenente gli extra di Alien vs Predator questa perla fumettistica è ampiamente citata: pur non essendo io certo un anti-andersoniano, anzi, mi spiace però che alla fine non sia stata adattata ANCHE questa versione (potevano benissimo rimanere due avventure separate: sulla Terra del presente e su Ryushi nel futuro)…

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      • Ci mancava solo che non fosse citata, l’origine di tutto! 😛 Il richiamo è sin troppo evidente quando il Predator segna la final girl…
        Anderson è un bravissimo regista, ma si impunta a fare pure le sceneggiature e lì crolla miseramente: AVP avrebbe meritato ben altro trattamento…

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  2. Non so se conoscevi la versione “restaurata”, inchiostrato così sembra un comic appena uscito :

    Io giocai ad AvP Arcade per la prima volta in una sala giochi di Rimini nell’estate del 1995, ma morii al primo boss che si incontra dopo neanche 5 minuti.
    Poi ritrovai il cabinato in’un altra sala giochi in provincia di Cagliari intorno al 98/99, e quella volta ero deciso a finirlo, scelsi il Predator Hunter.
    Lo terminai investendo una decina di gettoni, fui il primo a riuscirci lì dentro, ricordo ancora il mucchio di persone alle mie spalle che mi incitavano, che tempi…
    E’ ancora conosciuto come uno dei migliori picchiaduro a scorrimento 2D mai realizzati, successivamente mi procurai la versione Mame e ci giocai una marea di volte.
    Spero che prima o poi realizzino la versione per console o per cellulare.

    P.S. grazie, se un giorno vorrai farne parte sarai più che benvenuto 🙂

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    • Ai cabinati sono sempre stato una frana, avrei perso milioni rimanendo fermo al primo livello 😀
      Dopo tanti anni di assenza devono un attimo riprendere confidenza con i forum, ma mi iscriverò quanto prima, anche per invitare tutti ad ospitate nel mio blog. Se per esempio vuoi raccontare lo “scontro fra Predator” di questi giorni, sei il benvenuto 😉 per qualsiasi cosa, scrivimi pure a lucius.etruscus@gmail.com

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  17. Recuperato in fumetteria e riletto oggi questo gioiellino. Ho una sola domanda: se l’avevi trovato nell’edicola lontana, perché lo volevi prendere nell’edicola vicina? 🙂
    Comunque ora propongo alla saldaPress di portare la versione restaurata, magari un pensierino ce lo fanno…
    Non mi ricordo come sono arrivato ai tuoi blog ma non riesco a staccarmici da una settimana buona!

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    • Contentissimo di averti intrigato ^_^
      All’epoca bazzicavo moltissime edicole – oggi tutte scomparse! – ma la mia preferita era quella sotto casa: volevo dare a loro i miei soldi, ma visto che non avevano il fumetto mi toccò tornare a quella lontana prima che se lo fregassero anche lì 😉
      La versione restaurata è quella con l’aggiunta posticcia del finale con Machiko che sfida i Predator che ritornano? L’ho scoperta da poco e non mi piace: la storia era perfetta così, non c’era alcun bisogno di agganci con le future avventure di Machiko, ma si sa che a “restaurare” le cose poi si cede alla tentazione di rimetterci le mani…

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