[1986-06] Aliens: scontro finale (novelization)

Alan Dean Foster - AliensDei quattro libri tratti dai film, Aliens: scontro finale è la novelization più rara da trovare in Italia, sebbene edita in tre versioni. Mi ci è voluto molto tempo per trovarla e purtroppo di una delle edizioni mi manca la copertina: prima o poi la troverò…

La scheda:

Aliens: scontro finale (Aliens, 1986) di Alan Dean Foster – Traduzione di Roberto C. Sonaglia

Le edizioni:

  1. Romanzi Sonzogno, ottobre 1986
    con all’interno 14 foto a colori e 12 in bianco e nero
  2. Euroclub, marzo 1987
    con all’interno 14 foto a colori e 12 in bianco e nero
  3. Narrativa Contemporanea” Fabbri Editori, settembre 1994

La trama:

Ripley è tornata. Lei, l’unica sopravvissuta all’incubo spaziale che ha ucciso tutto l’equipaggio della Nostromo, cargo interstellare al suo comando. Col gatto Jones, lei sola è riuscita a sottrarsi al mostro alieno venuto dal desolato pianeta Acheron. Sono passati 57 anni. La Terra come Ripley la conosceva non esiste più. Affondata nell’ipersonno nella navetta di salvataggio, ha lasciato che il tempo le scivolasse addosso senza segnarla. Ma per gli altri non è stato così. Sua figlia, mentre lei era in viaggio, è invecchiata ed è morta. Lei non ha più nessuno al mondo. E la tetragona Compagnia – proprietaria della Nostromo – finge di non credere alla sua storia. Acheron è un pianeta tranquillo, con una operosa comunità di coloni che vivono felici e non hanno mai – trovato traccia di quegli esseri mostruosi di cui Ripley favoleggia. Finché le comunicazioni non cessano improvvisamente e inspiegabilmente. E si decide di “andare a dare un’occhiata”. Ripley potrebbe rifiutare. Ogni notte rivive il suo incubo personale, senza bisogno di cercare altri orrori. Ma non può. Non può per i coloni, gente ignara mandata allo sbaraglio. Uomini, donne e bambini – come la figlia che non ha mai visto crescere. E tra le nebbie di Acheron gli alieni sono numerosi, famelici, organismo perfetto creato per la distruzione altrui e la propria orrenda sopravvivenza. Ma ad attendere non ci sono soltanto le loro fauci mostruose e bavose, il loro corpo pieno di acido, le loro zampe d’acciaio: c’è anche il faccino spaurito di una bambina, la piccola Newt, unica superstite della strage di umani, che ha un disperato bisogno di una mamma che la porti in salvo e la aiuti a dimenticare.

L’incipit:

Due sognatori.
Non erano poi gran che diversi l’uno dall’altra, a parte le debite distinzioni. Uno era piuttosto piccolo, l’altra più grossa. Una era femmina, l’altro maschio. La bocca della prima conteneva un misto di denti taglienti e no, ad indicare chiaramente che era onni­vora, mentre l’apparato mascellare dell’altro era concepito esclusivamente per tagliare e penetrare. Discendevano entrambi da una razza di assassini. Era un impulso genetico che la specie della sognatrice aveva imparato a tenere a freno. Il sognatore invece era rimasto a uno stadio selvaggio.
I loro sogni erano molto più diversi del loro aspetto. Lei dormiva un sonno agitato e ricordi recenti di indicibili orrori trasudavano dalle profondità del subconscio, fino a rompere la tranquillità dell’ipersonno. Si sarebbe agitata e dibattuta pericolosamente, se la capsula non avesse limitato la sua possibilità di movimento. Senza contare che nel sonno profondo l’attività muscolare è ridotta al minimo. Cosi si limitava ad agitarsi e dibattersi a livello mentale. Non ne era consapevole Durante l’ipersonno non si è consapevoli di nulla.

Illustrazione di Amalia Arosio

Illustrazione di Amalia Arosio

L.

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  8. Ciao, che termine usa il traduttore per “Facehugger”? L’unica altra fonte contenente una traduzione che conosco e’ il manuale italiano del videogioco Alien: Resurrection, dove viene chiamato “Stringifaccia”.

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    • ahahah “stringifaccia” è meraviglioso 😀
      Comunque ti ringrazio di aver sollevato la questione perché scopro che la traduzione italiana di questo romanzo fa i salti mortali per evitare di tradurre “facehugger”: per esempio in un punto li chiama “mostriciattoli”!
      Comincio le indagini e farò un post sulle traduzioni italiane del facehugger! 😉

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