Anteprima Alien 3 su MOVIE

MOVIE 1992

Nel 1992 la rivista italiana “MOVIE” presenta un articolo di due pagine dedicato all’anteprima del film Alien 3: ho conservato il cartaceo ma purtroppo non ho appuntato la data.
Visto che il film è uscito nel nostro Paese in “anteprima balneare” a fine agosto 1992 e poi ufficialmente il 1° ottobre successivo, la rivista risale probabilmente al settembre di quell’anno.

La guerra dei mondi

di Giuseppe Salza

Tredici anni dopo il primo film e sei dopo il suo sequel, la trilogia degli Alien è chiusa per sempre. Malgrado le voci insistenti in pre-produzione (che evocano un “Alien 4”), non ci sarà un atto finale contro le creature di Hans Rudi Giger.

Questa space opera da incubo viene interrotta da un balletto claustrofobico che la dice lunga sull’integralismo della religione e sullo strapotere delle corporation “ultimedia”. C’è stata anche una guerra, ma dal lato sbagliato della macchina da presa: una mezza dozzina di registi passati al setaccio, script sufficienti per una serie televisiva, riprese interrotte e ripartite a mesi di distanza, più i tradizionali conflitti di palazzo. È davvero un miracolo che Alien 3 di David Fincher sia riuscito ad uscire e che si tratti di un ottimo film.

Il ciclo degli Alien vive in un mondo a parte: siamo ad anni luce dagli Star Trek e Star Wars con i loro fan clubs, o dagli Indiana Jones che generano sequels nel settore videogames. La passione degli Alien è vissuta a livello personale. I film sono custoditi gelosamente in videocassetta come reliquie e le riedizioni non si fanno aspettare.
Il fascino della trilogia è il potere del design: le atmosfere non sono semplicemente cinematografiche e scenografiche, tutto funziona realmente, tutto è “vero”. Gli Alien sono tour de force d’autore: Ridley Scott illustra i vascelli spaziali come sordide pattumiere e la collaborazione con Giger non lascia dubbi: la creatura e la sua delirante morfologia sono la composizione più estetica del film.

In Aliens: scontro finale, si traduce in immagini l’effetto Cameron: azione, guerra aperta, manierismo da scuola di cinema. Quale l’alternativa per David Fincher, 27 anni e all’esordio dietro la macchina da presa? Una sola: non perdere la faccia.
Fincher rappresenta il compromesso belligerante tra i vertici della Fox e i produttori Walter Hill e David Giler. In pratica, una cavia sacrificabile se le cose si fossero messe male.

Alien 3 (con il 3 in esponenziale) è stato una delle top priorities Fox dall’uscita di Aliens. Lo studio ha cercato invano di convincere Cameron a girare il nuovo capitolo. Motivo del rifiuto: «Ho espresso in Aliens tutte le mie idee sulla storia. Non ero in grado di aggiungere altro».
Il secondo nome nella lista è stato John McTiernan, un talento adorato dalla Fox dopo i successi di Trappola di cristallo e Predator. McTiernan ha confermato l’offerta ma ha aggiunto: «Ho lasciato a causa di “differenze creative” con i produttori».
In ogni caso il cineasta aveva già girato il suo pseudo-Alien: nella giungla tropicale con Arnold Schwarzenegger.
A lui è seguito il finlandese Renny Harlin, distintosi con buona maestria tecnica in Nightmare 4. Ma lo script non era a posto e il regista se ne è andato. Per compensarlo, la Fox gli ha offerto il sequel di Trappola di cristallo nonché The Adventures of Ford Farlaine con Andrew Dice Clay.

A corto di nomi, Hill e Giler hanno pensato anche a Ridley Scott, che aveva aperto la serie. Ma dopo la prima adesione da parte del regista inglese, la collaborazione si è interrotta rapidamente.
Ad accettare senza problemi è arrivato il neozelandese Vincent Ward, reduce dal fantasy medievale The Navigator passato in concorso a Cannes. Sue le idee della colonia penale nello spazio e del nuovo integralismo galattico, mentre Ward resta ancora oggi accreditato come autore del soggetto originale. Ma all’epoca rimane sconvolto dalla qualità pietosa delle nuove versioni dello script e alla fine getta la spugna.

Il grosso problema della produzione di Alien 3 era l’assenza di una storia definita. Ancora la scorsa estate, subito dopo l’interruzione delle riprese principali, il film era ufficialmente ambientato sulla terra. Ci sono voluti gli aggiustamenti del girato supplementare per spostare l’azione in un planetoide desolato. Eppure le idee non mancavano.
Tra i progetti abbandonati c’era l’incontro con una comunità interstellare pseudo-stalinista, la propagazione degli alieni con un virus che ricordava l’Aids, la guerra con una colonia di agricoltori che avevano le loro fattorie in orbita geostazionaria con la terra (!), e l’incontro con una civiltà di monaci su un pianeta dove tutto è costruito con il legno.
La lista degli sceneggiatori implicati comprende Eric Red, David Twohy, John Fasano, Greg Pruss, Rex Pickett, e il noto romanziere di fantascienza cyberpunk William Gibson. Alla fine, i credits per lo script sono andati a David Giler, Walter Hill e Larry Ferguson.

A tutti questi problemi se ne è aggiunto un altro: il rifiuto di Sigourney Weaver che non voleva essere implicata in un nuovo film colmo di armi da fuoco. Di colpo, Alien 3 doveva farsi senza di lei, mentre Ripley sarebbe ritornata in Alien 4.
Tutto funzionava bene, lo script era completo… Ma dai vertici della Fox l’ordine è arrivato chiaro: senza di lei non si fa il film. Per riassumere il ruolo principale l’attrice ha ottenuto lo script approval, un salario di 4 milioni di dollari più le percentuali sugli incassi e l’obbligo per Giler e Hill di partecipare alla sceneggiatura. Il budget ufficiale di Alien 3 è salito così a 50 milioni di dollari.
Se si sottraggono le esuberanti spese di preproduzione, ne risulta un film minuscolo, una di quelle produzioni dove si contano i centesimi.

David Fincher ha convinto la Fox con il talento bruciante dei suoi clips: Vogue, Oh Father ed Express Yourself per Madonna, e Freedom per George Michael. Una breve esperienza con la Industriai Light & Magic sul Ritorno dello Jedi ha fornito qualche credito in più al suo curriculum. Ma Fincher ha rischiato grosso quando le riprese londinesi sono state bruscamente interrotte dallo studio.

L’uscita di Alien 3, prevista per l’estate 1991, è stata spostata prima a Natale e quindi al maggio ’92. Nel gergo dello showbiz, il ritardo significa una sola cosa: deep shit.
Mentre alcune riviste anglosassoni pubblicavano lo scoop di Sigourney Weaver rapata a zero e raccontavano la tragica fine di Newt (che infine capiterà “fuori campo”), Fincher montava il montabile, e il duo Hill/Giler traslava per magia l’azione dalla terra a un planetoide desolato.

La tanto annunciata collaborazione con Hans Rudi Giger si è intanto ridotta a zero, il previsto “Bambi-Alien” è stato abbandonato perché i responsabili degli animatronics non sono riusciti a farlo funzionare. Poi ad Alien 3 mancavano scene d’azione. Finalmente le riprese supplementari, ripartite per qualche giorno lo scorso inverno in California, hanno provveduto a rialzare lo standard.

Incredibile ma vero, Alien 3 è un buon film. Non c’è la paranoia opprimente di Ridley Scott, non ci sono le turbolenze sparate di James Cameron, e David Fincher è stato ricompensato per il suo coraggio. È tempo di rimettere in discussione le tesi sull’intolleranza (inter)razziale.
Come si fa a combattere un alieno (il design è stato rifatto) senz’armi? A cosa serve una vittoria di Pirro se il nemico ha già vinto in partenza? Abbiamo deliberatamente preferito non scrivere una sola riga sullo script di Alien 3. Questi film sono un’esperienza totale e saperne di più in anticipo danneggia la salute.
Non attendetevi un film drammaticamente spettacolare, ma le ultravertiginose rincorse in steadycam scatenate da David Fincher sono una tappa obbligatoria nella crescita di un individuo. Umano?

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11 pensieri su “Anteprima Alien 3 su MOVIE

  1. Alien non è un brutto film ma esce con le osse a pezzi in confronto ai primi due la successione di troopi sceneggiatori e le noie dell’attrice hanno fatto il resto,mettendoci le morti di Newt e Hicks con Fincher e giustifica “volevo distruggere il lovoro di Cameron”
    Comunque per le console del periodo sono usciti ottimi giochi,io l’avevo sul Gamegear e adesso sul vetusto Gameboy poi chisssà^_^

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  2. Film travagliatissimo, Alien 3, lo sappiamo. E’ che qui un tantino di quel travaglio si dev’essere trasmesso anche all’autore del pezzo, mi sa: “space opera da incubo”… Alien 3 sarebbe SPACE OPERA? E pure un OTTIMO FILM? 😉

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      • E’ altamente probabile che l’approccio fosse proprio questo (scritto su commissione e non per passione), oltre alla “magnificazione” di prassi del prodotto Fox: all’epoca non esisteva ancora quella director’s cut che avrebbe potuto giustificare un parere così entusiasta. O, almeno, ragionevolmente positivo…

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    • Sicuramente non lo racconterà nella sua biografia 😀
      Ma che fine ha fatto? A me piaceva il suo stile, ma temo che aver diretto Val Kilmer in “Nella mente del serial killer” (2004) abbia nuociuto gravemente alla sua arte 😀

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