[2016-04] Aliens: Defiance (1-6)

Cover di Massimo Carnevale

Cover di Massimo Carnevale

A sorpresa la mitica Dark Horse Comics di Mike Richardson colpisce dritto al cuore di tutti noi “alienofili” (o “xenomorfofili”?) tirando fuori lo scorso 27 aprile 2016 una nuova saga aliena, dopo il grande ciclo Fire and Stone (2014).
Niente più meet up, si torna a cupe storie aliene fatte di relitti misteriosi e di Colonial Marines allo sbaraglio: ecco dunque Aliens: Defiance 1.
Dei testi si occupa il prolifico Brian Wood (Valkyrie, The Massive, Star Wars, Conan the Barbarian, giusto per citare qualche testata curata per la DHC), mentre ai disegni troviamo Tristan Jones (nuova leva della casa).

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Due ore e puoi tornare a casa.
Questo si ripete la soldatessa di prima classe Zula Hendricks dei Colonial Marines, per darsi il coraggio di affrontare la missione affidatale dalla Weyland-Yutani: prendere possesso di un relitto.
Zula ha riportato gravi ferite alla spina dorsale e si trovava all’avamposto ospedaliero Tranquility Base, sulla Luna, per sottoporsi a vari interventi dolorosi, da cui non si è ancora totalmente ripresa. Non stupisce che la Compagnia preferisca usare i droni umani, decisamente meno problematici e “fragili” delle persone.
La legge dello spazio dice che chi trova un relitto può vantarne il possesso, ma solo se un umano sale a bordo: ai droni della Weyland-Yutani serve dunque una “badante umana” per mere esigenze burocratiche. Un lavoro non certo prestigioso, ma perfetto per una soldatessa in convalescenza.
Zula deve accompagnare i droni a prendere possesso di un relitto e poi potrà tornarsene alla propria riabilitazione sul Mare della Tranquillità… in compagnia di Amanda Ripley…

AliensDefiance1eQui arriva il colpaccio della Dark Horse, che da sempre sa giocare bene le proprie carte.
Ricordo che Amanda Ripley, figlia della titanica Ellen, è un personaggio creato appositamente per videogioco Alien: Isolation (Sega), ambientato nel 2137: quando cioè la ragazza cerca di scoprire cosa sia successo alla madre, imbarcata sulla Nostromo. Ovviamente Amanda non sa che Ellen Ripley sta viaggiando in ipersonno nello spazio, e verrà risvegliata solo dopo la morte della figlia, nel 2177.
In occasione del gioco, il 7 ottobre 2014 la DHC – in collaborazione con la Sega – ha presentato anche il fumetto omonimo con varie storie ambientate sulla Sevastopol Station, base spaziale dove viene depositata la scatola nera della Nostromo e dove scatta la solita invasione aliena: Amanda Ripley sarà l’unica sopravvissuta di ciò che viene chiamato Sevastopol Incident.
Aliens: Defiance si svolge nel dicembre del 2137, quindi subito dopo gli eventi del videogioco Alien: Isolation e automaticamente quindici anni dopo gli eventi del film Alien (1979).

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Zula mette dunque piede sul relitto dell’Europa di cui deve rivendicare il possesso per conto della Weyland-Yutani, scoprendo che appartiene alla “concorrente” della Compagnia.
Come abbiamo appreso dalla saga “Predator: Life and Death” (marzo 2016), la Weyland-Yutani non è più la regina incontrastata del commercio spaziale, ma ora ha una valente avversaria: la Seegson.
Com’è facile immaginare, il relitto è pieno di alieni e ben presto Zula soccombe all’attacco degli xenomorfi, insieme ai droidi… ed è qui che inizia lo “strano”.

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Zula non sembra avere scampo: se non bastassero gli alieni che le si fanno sempre più vicini, una caduta le fora il casco: sarà morta per asfissia in pochi minuti… Ma i droidi la infilano in una delle cuccette per il sonno criogenico e la mettono a dormire.
Ventisette giorni dopo la soldatessa viene risvegliata da Davis, uno dei sette droni sopravvissuti: questi ha preso una decisione indipendente dagli ordini ricevuti, dimostrando molta più umanità degli umani. Perché la Weyland-Yutani ha ordinato di riportare sulla Terra le strane creature presenti sul relitto Europa, mentre Davis – capita la pericolosità di quegli esseri – ha deciso di portare via la nave dalle rotte della Compagnia. Precisamente su LV-44-40: cioè da dove proviene la Europa e dove probabilmente è stata “contaminata” dagli xenomorfi.
La missione che Davis propone a Zula è tanto chiara quanto assurda: andare alla ricerca di altri alieni e distruggerli… prima che la Weyland-Yutani li trovi e li usi come arma.

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Primo numero spettacolare di una saga che promette benissimo. I disegni sono da applauso ad ogni vignetta, rispettando alla perfezione – quasi a livello maniacale, ma in senso buono! – le grafiche e le atmosfere del film del 1979 di Ridley Scott, dopo i cui eventi si pone questa vicenda.

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Zula è una donna nera di un metro e cinquanta, seriamente ferita alla spina dorsale durante uno scontro e in piena riabilitazione mediante farmaci… che non sta più prendendo. Dire che è sacrificabile è poco, e nessuno della Compagnia si chiederà che fine abbia fatto.
Gli androidi non dovrebbero essere razzisti e sessisti come i militari, ma nulla toglie dalla mente di Zula che Davis 01 l’ha scelta perché è merce avariata, perfetta per missioni pericolose. Ma proprio come la discriminazione umana ha spinto Zula a combattere più duramente, così gli sguardi ambigui dei sintetici la spingono a dare il meglio anche a bordo della LV-44-40, più simile a una tomba che a una stazione spaziale.

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Bisogna aspettare fino ad agosto 2016 per il terzo numero del nuovo ciclo alieno della Dark Horse Comics di Mike Richardson: dopo il grande ciclo “Fire and Stone” si torna a cupe storie aliene fatte di relitti misteriosi e di Colonial Marines allo sbaraglio: ecco dunque “Aliens: Defiance 3“.

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A bordo dell’Europa la situazione è esplosiva. La minaccia aliena è stata soppressa ma c’è qualcosa di molto più pericoloso da affrontare: la lunga mano della Weyland-Yutani.
L’androide Davis 1 si è hackerato in modo da aver tagliato ogni collegamento con il sistema informatico della Compagnia e vorrebbe che anche gli altri androidi Davis – costruiti a sua immagine – facessero lo stesso: considera il loro rifiuto un ammutinamento ed inizia uno scontro mortale con versamento di sangue sintetico.

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Zula si ritrova dunque nel bel mezzo di una faida sintetica e non può che aiutare Davis 1 nella sua crociata: impedire cioè alla Weyland-Yutani di mettere le mani su uno degli xenomorfi così da studiarlo, cosa che l’universo degli Alien Comics ci ha dimostrato essere una gran brutta idea.

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Questa crociata si basa però su un atto di fede: Zula deve fidarsi di Davis 1, in mancanza di qualsiasi altra informazione. E gli androidi della Compagnia non hanno una grande reputazione…

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Numero di transizione che fa sperare in nuove ghiotte atmosfere cupe dal mondo alieno.

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È il momento dei ricordi, per il soldato Zula. È il momento di ricordare chi è stata e perché la sua missione con l’androide Davis 1 si fa sempre più difficoltosa.
Il corpo di Zula è a pezzi perché durante la sua prima missione un ordigno le è esploso a pochi metri di distanza. Tutto quell’addestramento militare, tutta quella fatica, tutto quell’impegno… e basta un passo falso per mandare tutto all’aria.

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Il soldato Zula è la vergogna dei Colonial Marines, è un ex soldato che in realtà non lo è mai stato se non nei centri di addestramento. Ed ora non è più neanche questo: intercetta un messaggio in cui è dichiarata ufficialmente AWOL. Per tutti, ha disertato.

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Anche Davis 1 ha il corpo maciullato, ma lui è un sintetico e non ci bada. Però è come se questo lo rendesse in grado di capire la donna soldato: sono due persone finite che però non hanno rinunciato ai propri obiettivi. Come per esempio impedire alla Compagnia di mettere le mani sugli xenomorfi, da cui creerebbero armi micidiali… sempre che prima la razza umana non si estingua per colpa degli alieni feroci.
Davis vuole distruggere ogni prova dell’esistenza aliena… però è più forte di lui e conserva un artiglio. È sintetico ma ha il peggiore dei difetti umani… La curiosità.

aliensdefiance4aPoca azione ma tanto studio dei personaggi in questo nuovo intenso numero, che mi consente di correggere la Data astrale.
Tra i messaggi che Zula ascolta c’è quello di Amanda Ripley che la informa della sua partenza per la stazione Sevastopol, per andare cioè a vivere l’avventura del videogioco Alien Isolantion. Questo ci dà la conferma che siamo nel  2137.

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Arrivati al gigantesco deposito di carburante Wright-Aberra, Zula e Davis 1 capiscono subito che è una ghost ship: gli alieni devono aver fatto scempio dell’equipaggio, ma dei rumori lasciano capire che dovrebbe esserci ancora un sopravvissuto.
Non è stato facile per la dottoressa Hollis sopravvivere all’invasione aliena, causata da una nave infestata di passaggio, ma è l’unica superstite ed aiuta Zula e Davis nella decisione più difficile da prendere: liberare gli alieni… perché uccidano i Colonial Marines che stanno attraccando.

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Zula ha ceduto e, come abbiamo visto nel numero precedente, ha contattato la propria dottoressa per i dolori alla schiena: evidentemente il medico è venuta meno al vincolo di segretezza e ha denunciato la posizione di Zula, quindi i Colonial Marines sono lì per due motivi: il minore è acciuffare una disertrice di cui in realtà importa poco alla Compagnia, il maggiore è l’eterno motore che spinge la Compagnia… catturare un alieno vivo…

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Prosegue questa splendida saga mantenendo altissimo il livello tecnico-artistico, riuscendo perfettamente a ricreare l’ansia, la tensione e il sottile terrore del mondo xenomorfo.
I corridoi bui mettono davvero paura così come le navi abbandonate: è come ritrovarsi nel film Alien ma soprattutto nella paurosa atmosfera dei migliori videogiochi tratti dall’universo alieno.

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Zula, Davis 1 e la sopravvissuta Hollis devono cercare di abbandonare la stazione Europa, dove Colonial Marines e xenomorfi si stanno massacrando per il motivo di sempre: la Weyland-Yutani vuole un campione alieno su cui lavorare. Visto come ha affinato le tecniche di clonazione, non serve neanche un corpo intero: basta semplicemente un pezzo di xenomorfo perché la Compagnia faccia un enorme passo avanti nel campo delle innovazioni tecniche in campo bellico.
Muoversi in una struttura grondante alieni non è certo una passeggiata, e non sarà facile per i tre sopravvivere alla razza più letale dell’universo.

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Il rischio è troppo alto, non si possono lasciar andar via i soldati con un campione alieno in tasca, Zula e Davis non possono permettere che la Terra sia messa a rischio infestazione per le insane politiche della Compagnia.
La decisione, Zula lo sa, è una sola… anche se il prezzo è la vita di suoi ex commilitoni…

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Intanto Hollis ha un dubbio… e si sottopone ad una visita medica in gran segreto…

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La serie procede lentamente ma inesorabilmente, insieme ai dolori alla schiena di Zula: quanto durerà ancora la donna malata che rappresenta l’unica speranza per la Terra?

La serie prosegue ma intanto questi primi sei numeri sono raccolti in volume unico nel gennaio 2017.

L.

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